Il regolamento (UE) 2024/1689 («AI Act») non si applica solo alle imprese con sede nell'UE. Le imprese svizzere possono esserne direttamente interessate, ad esempio quando immettono sistemi di IA sul mercato dell'UE o quando i risultati (output) di un sistema vengono utilizzati nell'UE.
Dal 27 luglio 2026 l'AI Act si applica nella versione modificata dal Digital Omnibus on AI (regolamento (UE) 2026/1744). Quest'ultimo ha posticipato diversi termini e adeguato singoli obblighi. Questa pagina offre alle esportatrici svizzere e alle PMI con legami con l'UE una prima panoramica.
Ambito di applicazione territoriale (art. 2)
Ai sensi dell'art. 2 par. 1, il regolamento si applica tra l'altro a:
- fornitori che immettono sul mercato dell'UE sistemi di IA o modelli di IA per finalità generali (GPAI) oppure mettono in servizio sistemi di IA nell'UE, indipendentemente dal luogo in cui sono stabiliti;
- deployer di sistemi di IA stabiliti nell'UE o che vi si trovano;
- fornitori e deployer di paesi terzi, come la Svizzera, quando l'output generato dal sistema di IA viene utilizzato nell'UE;
- importatori e distributori, fabbricanti di prodotti, rappresentanti autorizzati di fornitori privi di una sede nell'UE, nonché le persone interessate nell'UE.
Per le imprese svizzere sono rilevanti soprattutto due criteri di collegamento:
- Accesso al mercato: l'impresa offre un sistema di IA o un modello GPAI nell'UE oppure lo mette in servizio in tale territorio.
- Utilizzo dell'output nell'UE: il sistema funziona in Svizzera, ma i suoi risultati, ad esempio previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni, vengono utilizzati nell'UE.
Chi utilizza l'IA soltanto in Svizzera e non fornisce risultati all'UE non rientra di norma nell'ambito di applicazione dell'AI Act. Il confine, tuttavia, non è sempre netto, ad esempio in presenza di clientela o filiali nell'UE, e andrebbe verificato caso per caso.
Approccio basato sul rischio
L'AI Act distingue tra l'altro:
- pratiche vietate (art. 5), ad esempio il social scoring o le tecniche manipolative. Dal 2 dicembre 2026 sono inoltre vietati i sistemi di IA che generano, senza consenso, rappresentazioni intime realistiche di persone identificabili o rappresentazioni di abusi sessuali su minori;
- sistemi di IA ad alto rischio, soggetti a obblighi estesi (tra cui gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, sorveglianza umana);
- obblighi di trasparenza per determinati sistemi (art. 50), ad esempio chatbot nonché contenuti generati o manipolati dall'IA (deepfake);
- norme per i modelli di IA per finalità generali (GPAI), con obblighi supplementari in caso di rischio sistemico.
Gli obblighi applicabili dipendono dalla classificazione del sistema e dal ruolo ricoperto, non dalla sede dell'impresa.
Calendario
L'AI Act diventa applicabile in modo graduale. Con il Digital Omnibus on AI (pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE il 24 luglio 2026, in vigore dal 27 luglio 2026) si applica il seguente calendario:
| Dal | Cosa si applica |
|---|---|
| 2 febbraio 2025 | Pratiche vietate (art. 5) e obblighi in materia di alfabetizzazione in materia di IA (art. 4) |
| 2 agosto 2025 | Norme per i modelli GPAI, governance e sanzioni |
| 27 luglio 2026 | Nuova versione dell'art. 4: fornitori e deployer devono adottare misure per promuovere l'alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale, senza tuttavia dover garantire un determinato livello di competenza |
| 2 agosto 2026 | Applicabilità generale, tra l'altro degli obblighi di trasparenza secondo l'art. 50 |
| 2 dicembre 2026 | Nuovi divieti (vedi sopra); fine del periodo transitorio per la marcatura dei contenuti generati dall'IA per i sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026 |
| 2 dicembre 2027 | Obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio autonomi (allegato III) |
| 2 agosto 2028 | Obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio integrati in prodotti (allegato I) |
È stato posticipato soltanto il momento a partire dal quale si applicano gli obblighi per l'alto rischio, non la classificazione in quanto tale. I fornitori svizzeri attivi sul mercato dell'UE dovrebbero pertanto classificare già ora i propri sistemi e pianificare l'attuazione. Per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione, l'Omnibus prevede agevolazioni, ad esempio una documentazione tecnica semplificata.
Cosa dovrebbero verificare le esportatrici svizzere
- Il sistema o il suo output vengono offerti o utilizzati nell'UE?
- Quale ruolo riveste la vostra impresa: fornitore, deployer, importatore o distributore?
- Come è classificato il sistema: vietato, ad alto rischio (allegato I o III), soggetto a obblighi di trasparenza, GPAI oppure senza obblighi particolari?
- In quanto fornitore privo di una sede nell'UE, è necessario designare un rappresentante autorizzato nell'UE (ad es. per i sistemi ad alto rischio o i modelli GPAI)?
- Quali termini si applicano al vostro prodotto e sono state previste la documentazione, la gestione della qualità e la sorveglianza umana?
L'AI Act e la LPD svizzera sono regolamentazioni distinte e possono applicarsi contemporaneamente (cfr. nLPD e IA: nozioni di base). Prima dell'accesso al mercato dell'UE si raccomanda una verifica caso per caso: prodotto, ruolo, utilizzo dell'output e termini.